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Un problema serio era
rappresentato
dall'insorgere dei
capelli bianchi. Segno
del trascorrere degli
anni e quindi
caratteristica fisica da
dissimulare e
nascondere, la canizie
era combattuta con
l'applicazione di
tinture. Ovidio ricorda
che "la donna sconfigge
la canizie con le erbe
della Germania e la sua
chioma tinta č pių bella
di quella vera".
Oltre che per mascherare
la canizie, le tinture
erano utilizzare per
modificare il colore dei
capelli, secondo le
mode.
Importata dalla
Germania, dalla cittā di
Mattium nei territori
dei Chatti era la pila
mattiaca, o spuma
chattica, sostanza che
colorava i capelli di
biondo, mentre dai
territori dei Batavi,
nell'attuale Olanda, era
importata la spuma
batava.
Dalla Gallia si
importava il sapo, per
colorare i capelli di
biondo o di rosso.
Dall'Egitto e
dall'Oriente si
importava una sostanza a
base vegetale, il cipros,
usata per tingere i
capelli di rosso che
corrisponde al colorante
vegetale chiamato henna
o hennč, tuttora in uso.
Altri coloranti vegetali
erano la scorza del
porro, la colobrina o
atreplice selvatica, la
senape, l'adianto, i
bacelli del vecciolo, la
feccia di aceto unita
all'olio di lentischio,
la corteccia di una
palma, le foglie di
sicomoro unite alla
corteccia di fico nero e
vite, il succo di mirto,
il mirtidamo, le galle
di quercia, le foglie di
cipresso con l'aceto, le
foglie di lentischio, le
bacche del sambuco, i
corimbi di edera, le
foglie della robbia, i
semi di acacia, la
cenere di assenzio con
olio di rose, la
lisimachia, l'iperico,
l'erba ofri, la
polemonia.
Per tingere i capelli si
usava anche un minerale,
l'antimonio. Ma le
pratiche eseguite, le
tinture e le
arricciature con il
ferro caldo, potevano
causare la perdita dei
capelli: "...io te lo
dicevo: smetti di
colorare i tuoi
capelli. Oramai non hai
pių capelli da poter
tingere..." (Ovidio, Gli
amori). Si ricorreva
allora a toupete
parrucche, realizzate
con capelli veri,
provenienti dall'India
quelli di colore nero,
provenienti dall'Europa
settentrionale quelli
biondi. "Eccola incede
con la testa folta di
capelli comprati ha
fatto suoi, per quelli
che non ha, i capelli di
un'altra. Nč si vergogna
di comprarli in un luogo
noto a tutti ...", una
bottega al centro di
Roma, vicino al tempio
di Ercole (Marziale).
Fonte:
SOPRINTENDENZA ARCH
EOLOGICA DI POMPEI
Antiquarium di
Boscoreale 12 marzo-30
maggio 2004
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