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Le raffigurazioni in pittura di prodotti alimentari nella cosiddetta Villa di Poppea ad Oplontis rappresentano la conferma, del resto attestata da numerosi altri esempi pompeiani, che il classicismo, tipico del Secondo Stile pittorico, non poteva prescindere dall'inserimento di elementi naturalistici, la cui funzione era quella di arricchire e completare la decorazione nel suo complesso. Infatti ciò che caratterizza tali elementi non è la presenza di prodotti della caccia e della pesca, quali pesci ed altri animali, frequenti nelle nature morte, poco attestate nelle pitture oplontine. Si tratta invece soprattutto di raffigurazioni di frutti, presi singolarmente o più spesso raggruppati della medesima qualità o di qualità diverse. Evidentemente, nell'ambito delle sontuose architetture tipiche del Secondo Stile, derivate dalle scenografie greche di età ellenistica, l'inserimento di elementi naturalistici, nel caso specifico frutti, contribuiva a stemperare la severità e l'austerità della complessa sintassi decorativa.
A parte va considerata la raffigurazione di una torta, la cui presenza, in qualità di cibo elaborato, non fa altro che confermare la volontà del decoratore (e forse anche del committente) di variegare e, in certo qual modo, animare la decorazione nel suo complesso. Non sembra un caso inoltre che tali raffigurazioni siano presenti in due ambienti, il triclinio ed un altro salone presumibilmente destinato al pranzo, quindi in stretto collegamento con la destinazione della stanza. Per quanto riguarda il triclinio, di notevole rilievo è la raffigurazione di un cestino contenente fichi, in cui si ravvisano chiaramente le capacità del pittore, particolarmente abile sia nella calligrafica resa dell'intreccio in vimini del canestro, sia nell'interpretazione dell'elemento naturalistico, costituito d9 frutti che per la loro integrità e fragranza sembrano appena colti dall'albero.
Il salone aperto su uno dei porticati a sud, anch'esso presumibilmente destinato a sala da pranzo, presenta, nell'ambito della scenografica decorazione in Secondo Stile, altri elementi figurativi a carattere naturalistico, altamente emblematici della perizia del decoratore. Si tratta di contenitori per frutta, alcune coppe in vetro, di cui una con mele e prugne, ed un cestino con frutti vari. In entrambi i casi risaltano le capacità del pittore nel rendere in pittura la trasparenza del vetro ed il fine velo che copre il cestino in vimini. La torta, poggiata su alto supporto, costituisce infine un esempio della capacità del pittore nel raffigurare, accanto a prodotti alimentari allo stato naturale, cibi elaborati, espressione dell'arte culinaria di epoca romana.
Nello stesso ambiente, e reso con la medesima perizia, è visibile, poggiato sul podio in primo piano nella decorazione in Secondo Stile, un grappolo d'uva, la cui vivace colorazione spicca rispetto ad altri frutti collocati accanto ad esso.
Fonte
Soprintendenza
Archeologica di Pompei
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