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Last Page Update 01/12/2006

 

home > Siti storici > Ercolano, la bottega del lanarius

Ercolano. La bottega del lanarius


Pianta di Ercolano con ubicazione della bottega del lanariusNegli anni precedenti l'eruzione del 79 d.C. in alcuni degli ambienti della Casa del tramezzo di legno (Insula 111, 11), affacciati sia sul decumano inferiore sia sul cardo III inferiore, furono impiantate botteghe con quartieri di abitazione al piano superiore. La bottega che si apre al civico n. 10 sul decumano inferiore fu scavata nel 1928 da Amedeo Maiuri, ma era stata già attraversata dai cunicoli borbonici. A differenza delle altre botteghe essa non pre­senta aperture di comunicazione con la residenza signorile che si sviluppa alle sue spalle. Lo scavo mise in luce una stanza a pianta pressoché quadrata, con pavimento in semplice battuto, scarse tracce delle murature in opera reticolata e con stipiti della porta in opera testacea (lo sti­pite ovest è di restauro moderno in opera vittata mista). Pianta della Casa del tramezzo di legno. In rosso la bottega del lanariusIl basso soffitto, posto a m 2,50 di altezza dal pavimento, è stato interamente ricostruito sulla base dei travi di legno carbonizzato rinvenuti al momento dello scavo. Nella parete sud è la scaletta per il piano superiore, anch'essa ricostruita sulla base dei resti antichi, e accanto ad essa una nicchietta arcuata di larario.
La scaletta conduceva al piccolo quartiere di alloggio del piano superiore (pergula), comprendente due stanze: l'una posta in corrispondenza della sottostante bottega e provvista di una latrina il cui canale di spurgo sgorgava nella latrina della bottega aperta al civico n. 9 sul decumano inferiore, l'altra posta al di sopra del cubi­colo n. 2 e delle fauces della Casa del tramezzo di legno. Una delle finestre del piano superiore prendeva luce dall'atrio della casa e ciò farebbe supporre un qual­che rapporto fra il proprietario di quest'ultima e l'inquilino o proprietario della bottega.

Pressa per tessuti in una pittura della Fullonica di Veranio Ipseo di PompeiDurante gli Scavi di Maiuri (6 luglio 1928) si rinvenne nella bottega un solo, eccezionale manufatto: una pressa a vite (torcular) di legno carbonizzato, collocata entro una vaschetta in muratura di cui non è rimasta traccia alcuna. Si tratta di uno strumento normalmente utilizzato nelle officine in cui si effettuava la lavorazione della lana per conferire un aspetto liscio e brillante ai tessuti già sottoposti alla follatura (mediante immersione in bacini di acqua e soda per accrescere la coesione delle fibre), al candeggio i (mediante vapori di zolfo) e infine alla spazzolatura (con pelli di porcospino, cardi selvatici o specifici pettini).
Con questo particolare strumento, il tessuto, accuratamente piegato e poggiato sul piano inferiore di legno, veniva stirato grazie alla pressione esercitata dalla piastra superiore azionata dalla rotazione delle due grosse viti verticali a filettatura destrorsa e sinistrorsa. Nell'esemplare di Ercolano, alPressa per tessuti. Ercolano, bottega del lanarius momento dello scavo furono notate sulla faccia superiore della base di legno delle canaline larghe due millimetri, che servivano forse per far colare il liquido che fuoriusciva dai tessuti pressati ancora umidi e che confluiva nella vaschetta in muratura menzionata nei Giornali di scavo.
La piccola bottega del decumano inferiore non è parte di una grande officina di lavorazione della lana, ben nota dagli esempi pompeiani, ma non attestata ad Ercolano, ove sono stati riconosciuti solo tre piccoli impianti in qualche modo connessi con l'industria tessile (civici 5, 11 e 18 dell'Insula Orientalis II sul cardo V e la piccola lavanderia installata nell'ultima fase nel primo atrio della Casa della fullonica - N, 5-7).

Disegno ricostruttivo della pressa per tessu­ti rinvenuta nella Fullonica di Stephanus di PompeiFra gli edifici in cui sono documentabili elementi collegati con l'industria tessile vanno ricordati inoltre la textrina della Casa del Telaio (V, 3-4) e la Casa della stoffa (IV, 19-20), nel cui ambiente 3 si rinvennero vari frammenti di tessuti.
Nella bottega del lanarius si effettuava dunque soltanto la stiratura dei tessuti, che probabilmente, una volta apprestati per la clientela, venivano sistemati su mensole di legno affisse alle pareti.

Cenni bibliografici: A.Maiuri,
Ercolano. /nuovi scavi (1927-1958), I, Roma 1958, pp. 219-20

Fonte:
SOPRINTENDENZA ARCH EOLOGICA DI POMPEI
Antiquarium di Boscoreale 12 marzo-30 maggio 2004
 

 

L'Intervista

Marco Carli
proprietario del
Ristorante
"Il Principe" in Pompei

 © 2006 -2007 Pompeii-Restaurant.com - Un progetto di Marco e Pina Carli - Ristorante Il Principe ristorante a Pompei.
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