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Last Page Update 06/12/2006

 

home > Siti storici > Capri > La scoperta della grotta azzurra

La scoperta della grotta azzurra

imperatore TiberioMolto c'è da dire e raccontare sulla "Grotta Azzurra" di ' Capri, ma forse la notizia più interessante è relativa alla sua scoperta, avvenuta in epoca moderna.
Si sa che la Grotta era utilizzata in epoca antica dall'Imperatore Tiberio come ninfeo marittimo, secondo il gusto orientaleggiante. Ma solo nel 1972 furono scoperte delle eccezionali statue in marmo nei fondali della Grotta, appartenenti al ninfeo romano. Ne pubblichiamo le foto appartenenti all'Archivio Luise.
Ma torniamo alla scoperta della Grotta Azzurra.
Chi ne fu veramente l'autore? Il pescatore Angelo Ferraro che vi entrò a nuoto nel 1822? Alcuni preti che due secoli prima vi erano entrati per poi uscirne subito? 0 il poeta tedesco Augusto Kopisch che, in uno scritto, si vantò di averla scoperta nel 1826, con la guida di quello stesso Angelo Ferraro, detto il Riccio?

La storia è questa. Augusto Kopisch all'età di trenta anni godeva una vacanza a Napoli, raccogliendo poesie popolari napoletane, raccolte poi in una pubblicazione chiamata "Agrumi".
la scoperta della grotta azzurraIl suo racconto della scoperta della grotta fu pubblicato solo nel 1836. Kopisch e un suo amico, il pittore tedesco Fries da Heidelberg, andarono in una bella giornata estiva a Capri. Una volta raggiunta l'isola i due amici decisero di fare delle piacevoli escursioni sull'isola e chiesero al loro albergatore una guida. Questi propose un pescatore esperto conoscitore della costa caprese. Si trattava proprio di Angelo Ferraro, compartecipe della scoperta della grotta.
Si organizzò una gita marittima nel tratto di costa sottostante i resti della villa imperiale di Tiberio "Villa Damecuta".

Grotta AzzurraSecondo l'etimologia popolare il nome sarebbe la corruzione dialettale di "Dame chiuse" perché si diceva che il perverso Tiberio vi tenesse rinchiuse le ragazze destinate ai suoi piaceri. Ai piedi di quelle rovine e delle rovine della villa di Gradola collegata alla Grotta Azzurra, grazie ad una scalinata ora scomparsa, c'era una località detta "Grottelle" dove il mare penetra più o meno profondamente nelle rocce dell'isola. Una di queste, che ha una apertura piccolissima, era assai malfamata, e i pescatori non vi accostavano persino nei giorni di mare tranquillo. Vi era infatti una credenza popolare secondo la quale vi abitava il diavolo, in compagnia di molti altri spiriti maligni.Grotta Azzurra - veduta interna
Arrivati alla grotta il pescatore Angelo Ferraro si fermò, e ne indicò l'ingresso. Il mare era azzurro. Angelo Ferraro passò dalla barca grande in una barca più piccola e accese delle torce per illuminare l'antro. Kopisch allora si tuffò e si mise a nuotare in direzione della grotta.
A questo punto la scoperta della grotta era un fatto compiuto. Una volta entrato nella grotta, il poeta si mise ad urlare: «Venite, venite! Anche se nella grotta non c'è altro che quest'acqua celeste, rimane sempre una meraviglia del mondo! Venite senza paura! Qui non ci son da vedere né pescecani né diavoli, ma una magnificenza di colori che non ha pari». Kopisch aveva suggerito la parola "azzurra" ma gli isolani non la capirono perché non parlavano italiano, bensì solo dialetto caprese. Ma il vocabolo del poeta tedesco finì per trionfare e il felice aggettivo, da quel tempo, divenne il nome della grotta.

Paolo Luise

Fonte:
Itineraries - Some stories about Capri
© 2006, LUISE SERVICES & COMMUNICATIONS s.r.l.
 

 

L'Intervista

Marco Carli
proprietario del
Ristorante
"Il Principe" in Pompei

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