:: home :: chi siamo  :: contatti  [English] [Español] [Français] [Deutsch] [漢語] [日本語]

menu

:: Arte
:: Religione
:: Lusso
:: Moda
:: Gastronomia
:: Lavoro
  :: Itinerari
  :: Siti
  :: Ricette Antiche
  :: Vini
  :: Hotels
Last Page Update 29/11/2006

 

home > Moda > Abbigliamento > Le calzature

Le calzature


Mosaico con sandali. Pompei, Villa di DiomedeLe calzature romane, uguali per entrambi i sessi, si dividevano, a seconda delle stagioni, in calzature aperte (soleae) e calzature chiuse (calcei). Le prime, costituite da una semplice suola e da striscette di cuoio che passando tra l'alluce e il secondo dito, si allacciavano sul collo del piede, lasciando libero il tallone, erano sandali molto simili agli attuali infradito.
Uscire con i sandali era considerato sconveniente, tuttavia questo tipo di calzare era molto amato dalle donne perché pratico, leggero e perché si prestava alle più svariate decorazioni.

l calzolai (sutores) e, in particolare, quelli addetti alla lavorazione dei sandali (solarii) si sbizzarrivano creando spesso modelli molto particolari, che si ispiravano spesso a fogge locali tipiche delle varie province orientali.Suole di sandali. Territorio di Pompei
Un tipo di sandalo più rozzo era la crepida, calzatura formata da una suola da cui si alzavano due fiancate laterali, sull'orlo delle quali erano due fori attraverso cui passavano i lacci che legavano la calzatura al piede.
Più simile alle nostre pantofole era il soccus, calzatura leggera e bassa, chiusa davanti e aperta dietro, usato quasi esclusivamente dalle donne e dagli attori.
I calcei, invece, erano vere e proprie scarpe chiuse allacciate da sottili strisce di cuoio. Vi era il calceo patrizio, in origine rosso, che si legava alle caviglie con quattro strisce di cuoio ed un'applicazione di avorio cucita sul collo del piede, a forma di luna (lunula).

In età imperiale la lunula non fu più privilegio dei soli patrizi, ma servì ad impreziosire i calzari eleganti. Il calceo senatorio era molto simile al precedente ma di cuoio nero. Anche la matrona usava i calcei per uscire (calceoli), anche se più bassi di quelli maschili, più ornati e colorati.
Lucerna fittile a forma di piedi calzatiLe caligae erano invece scarpe chiuse, usate dai militari, costituite da una robusta suola con chiodi di ferro e da sottili strisce di cuoio che si allacciavano intorno alla caviglia, lasciando scoperte le dita.
Molto diffusi erano anche gli stivali: i perones, usati in genere per il lavoro o la caccia, erano stivali provvisti di suola ferrata, di pelle non conciata, alti al polpaccio e allacciati sul davanti da sottili strisce di cuoio.

I coturni, invece, usati anche dagli attori tragici, erano stivali con suola di legno, a volte anche molto spessa, allacciati sul davanti da strisce di colore rosso.

Fonte:
SOPRINTENDENZA ARCH EOLOGICA DI POMPEI
Antiquarium di Boscoreale 12 marzo-30 maggio 2004
 

 

L'Intervista

Marco Carli
proprietario del
Ristorante
"Il Principe" in Pompei

 © 2006 -2007 Pompeii-Restaurant.com - Un progetto di Marco e Pina Carli - Ristorante Il Principe ristorante a Pompei.
web marketing