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Sia
gli uomini che le donne
usavano completare il
loro abbigliamento con
accessori, di cui alcuni
erano usati da entrambi
i sessi, altri erano
prettamente femminili.
Tra i primi vi erano le
fibule, fermagli
analoghi alle spille di
sicurezza, che servivano
a trattenere in genere
gli abiti sulle spalle.
Potevano essere non solo
di bronzo e di ferro ma
anche d'argento e d'oro,
lavorato spesso con
grande raffinatezza ed
avere applicazioni di
osso, ambra, pasta
vitrea e pietre dure.
Sia gli uomini che le
donne usavano poi, per
stringere in vita le
vesti, la cintura (cinctum),
le cui proporzioni
variavano dal cinturone
militare di cuoio (cingulum
militiae) ai cordoncini
colorati usati dalle
donne per trattenere in
vita la tunica.
Le cinture si portavano
annodate o si chiudevano
davanti con fibbie di
osso, metallo, argento e
oro; spesso erano
decorate da figure.
Anche le calze erano
appannaggio di entrambi
i sessi: vi erano le
tibialia, che arrivavano
al ginocchio e le
femoralia che coprivano
tutta la gamba. Queste
ultime erano dette anche
feminalia, perché usate
comunemente dalle donne.
Erano di un tessuto a
maglia che aderiva
perfettamente alle
gambe.
Prettamente femminile
era, invece, il
mammillare, fascia di
tela che aveva la
funzione di sostenere ed
evidenziare il seno e lo
strophium che, a
differenza del
mammillare, era rigido,
generalmente ornato da
ricami, impreziosito: da
gemme e si annodava
sopra la tunica.

Anche le borse erano un
accessorio molto comune
potevano essere in
stoffa, in pelle, in
paglia, con manici o
senza; ve ne era un tipo
di piccole dimensioni (marsupium),
applicato con : due
passanti alla cintura ed
uno di dimensioni
maggiori (pera), una
vera e propria bisaccia.
Durante i viaggi si
usava un tipo realizzato
con stoffa pesante o di
pelle (saccus scorteus).
Fonte:
SOPRINTENDENZA ARCH
EOLOGICA DI POMPEI
Antiquarium di
Boscoreale 12 marzo-30
maggio 2004
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