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Last Page Update 29/11/2006

 

home > Moda Acconciature > Gli accessori

Gli accessori per le acconciature nell'antica Pompei


Pettine e specchioPer legare e fermare i lunghi capelli le donne utilizzavano vari strumenti: pettinini, fermagli, nastri, spilloni. Il materiale con cui essi erano realizzati era l'osso o l'avorio, ma anche la costosa tartaruga o il metallo, anche prezioso.
Frequenti sono i pettinini, specie quelli in osso, rinvenuti in area vesuviana, talvolta ornati da artistiche incisioni. Spesso essi sono costituiti da due file di denti, una più larga ed una più stretta, contrapposte, come il piccolo esemplare che si presenta in mostra.
Molto più numerosi gli spilloni o aghi crinali, in osso, avorio, probabilmente tartaruga, bronzo, argento ed oro. Loro caratteristica costante è l'ago appuntito che penetra nella chioma rigonfia e la sostiene; l'estremità opposta, che fuoriesce dalla chioma, serve da presa ed è ornata in modo vario: una statuetta di Venere che si acconcia i capelli, un ritratto dall'accurata capigliatura, una mano che stringe un pomo, un amorino, un vasetto prezioso, una semplice ripiegatura o un rigonfiamento.
Meno frequenti le testimonianze relative a fermagli, ma uno di essi, in ferro, ha lasciato la propria impronta sul cranio di una delle vittime rinvenute recentemente sull'antica marina di Ercolano. Molto particolari sono invece le reticelle d'oro che compaiono in alcune famose pitture pompeiane, mentre alcuni rari esemplari di tali preziosi accessori sono conservati nel Museo Nazionale Romano. Costituite da un delicato intreccio di fili decorati da elementi d'oro o realizzate direttamente con sottili fili d'oro, erano sistemate sul capo e strette da un nastro o da un cerchietto che racchiudeva sul bordo le maglie della rete. Un raro esemplare di reticella d'oro, di cui purtroppo si sono rinvenute solo poche tracce, è stato rinvenuto in una sepoltura, forse proprio quella della proprietaria, del monumento funerario della sacerdotessa Eumachia, nella necropoli di Porta Nocera di Pompei.Cerere con reticella d'oro sul capo. Gragnano, Villa di Carmiano
Più significative invece, al riguardo, le testimonianze iconografiche delle pitture parietali: in un ritratto di donna da Pompei le maglie della reticella sono impreziosite da sferette o dischetti d'oro e trattenute sul bordo da un cerchio; dalla reticella escono sulla fronte e sulle tempie i capelli acconciati a corti riccioli. Il capo ornato dalla reticella d'oro poteva raccogliere solo i capelli della parte superiore del capo lasciando fluente il resto della chioma: così appare una donna in un dipinto con scena di banchetto di Ercolano e così è ornata, come una matrona romana, la dea Cerere in un dipinto proveniente dalla Villa di Carmiano.
Le testimonianze dell'area vesuviana fanno ritenere tuttavia che venissero usate anche reticelle meno preziose. Sul cranio di una delle vittime di Ercolano, una donna di circa quarant'anni (E 98), sono state rinvenute ampie tracce di un reticolo a maglie esagonali: era una reticella di filo carbonioso ritorto, delimitata sulla fronte da un bordo a fascia in fibra intrecciata.

 

Fonte:
SOPRINTENDENZA ARCH EOLOGICA DI POMPEI
Antiquarium di Boscoreale 12 marzo-30 maggio 2004
 

 

L'Intervista

Marco Carli
proprietario del
Ristorante
"Il Principe" in Pompei

 © 2006 -2007 Pompeii-Restaurant.com - Un progetto di Marco e Pina Carli - Ristorante Il Principe ristorante a Pompei.
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